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A

Acque reflue: rifiuti liquidi provenienti da agricoltura, allevamento di bestiame o industria. Tali rifiuti contengono sostanze organiche e inorganiche spesso nocive che, se non correttamente depurate, rischiano di inquinare gravemente l’ambiente.

Amianto: minerale naturale filamentoso e flessibile appartenente alla classe chimica dei silicati. E’ stato a lungo utilizzato nell’edilizia, nei trasporti e nell’industria per le sue eccellenti proprietà di resistenza al fuoco (non a caso il nome deriva dalla parola latina asbesto che significa “che non si spegne mai”) e di isolamento termico ed elettrico. Inoltre è un materiale facilmente mescolabile con altre sostanze, in particolare con il cemento (da questa unione si creava l’eternit) . Essendo un materiale pericoloso per la salute dell’uomo, la Legge n. 257 del 27 marzo 1992 ha sancito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, e ha disposto che fossero emanate specifiche norme per lo smaltimento controllato.

Per saperne di più: http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/amianto

Audit: strumento usato per la gestione dell’ambiente, della sicurezza e della salute dell’uomo con lo scopo di verificare l’efficienza dell’organizzazione, il raggiungimento degli obiettivi fissati e l’individuazione di eventuali azioni correttive.

Autorizzazione Integrata Ambientale(AIA): provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto determinate condizioni, che devono garantire la conformità ai requisiti del D.Lgs. 59/2005, di recepimento della direttiva comunitaria 96/61/CE, relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento.

Si veda http://www.barricalla.com/documenti/autorizzazioni-attivita-sito/

B

Best Available Techniques(BAT): il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale prevede che il gestore dell’impianto debba adottare le ‘Best Available Techniques’ (BAT), ovvero le più avanzate tecnologie impiantistiche, di controllo e di gestione al fine di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Rientrano in questa definizione anche le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e dismissione di un impianto (Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrata dell’inquinamento).

Per saperne di più http://eippcb.jrc.ec.europa.eu/reference/

Bianco ambientale: situazione ambientale del territorio precedente l’inizio delle attività potenzialmente impattanti.

Biodegradabilità: proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici di decomporsi per azione di agenti biofisici naturali (batteri, luce solare, umidità, etc.). Le sostanze non decomponibili non possono venire assorbite nel terreno, provocando inquinamento ambientale.

Biogas: miscela di varie tipologie di gas, in particolare metano, proveniente dagli scarti e dai residui dell’industria agricola, alimentare o zootecnica, ma anche dalle discariche di rifiuti urbani. Può essere lavorato e riutilizzato per la produzione di energia.

Biomonitoraggio: monitoraggio delle caratteristiche di un determinato ambiente attraverso le variazioni ecologiche indotte da un qualunque fattore (fisico, chimico e microbiologico) sull’ecosistema. Dette variazioni si manifestano tramite alterazioni nelle comunità di organismi che vengono utilizzati quali indicatori.

Si veda a pag. 60 http://www.barricalla.com/wp-content/uploads/2015/03/dichiarazione_ambientale_dati_anno_2012.pdf

Bonifica: intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all’uso previsto

C



Certificazione ambientale: procedura con cui certificatori esterni accreditati danno assicurazione che un prodotto, processo, servizio è conforme a requisiti ambientali specifici. Solitamente si fa riferimento alle norme privatistiche della serie ISO-UNI. Nel caso del Regolamento EMAS 761/01 sul sistema volontario di ecogestione ed audit si parla di “registrazione ambientale”.

Per saperne di più

http://www.iso.org/iso/home.html

http://www.uni.com/

D



Danno ambientale: “è danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima” (D.Lgs. 152/2006, parte VI)

Dichiarazione ambientale: descrizione, da parte del gestore dell’impianto, della politica ambientale adottata e delle attività svolte con lo scopo di valutare i dati ambientali rilevanti.

Per Barricalla si veda

http://www.barricalla.com/wp-content/uploads/2015/03/dichiarazione_ambientale_dati_anno_2012.pdf

Per il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) 2014 si veda
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/notizie/2014-01-22_TracciatiRecord_MUD_V500-13.pdf

Discarica per rifiuti: area impermeabilizzata e isolata dove vengono depositati sul suolo o nel sottosuolo quei rifiuti derivanti dalle attività umane che non è stato possibile riciclare o smaltire in altro modo. Le discariche hanno caratteristiche costruttive diverse in funzione del tipo di rifiuto ad essa destinato e in base alle disposizioni della normativa. Il D.Lgs. 36/2003 recepisce la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica:

  • Discarica per rifiuti inerti;
  • Discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali i RU, rifiuti urbani);
  • Discarica per rifiuti pericolosi.
E



Eco-management and audit scheme (EMAS): il sistema di gestione ambientale Emas è stato introdotto nel 1993 dalla Comunità Europea con regolamento CEE 1836/1993 (successivamente rivisto con Reg. CE 761/2001 e Reg. CE 1221/2009). L’Emas è uno strumento di politica ambientale e industriale a partecipazione volontaria basato sul miglioramento continuo dell’operato dell’azienda nel principio della sostenibilità ambientale. Il Regolamento prevede infatti che le imprese partecipanti adottino dei sistemi di gestione ambientale basati su politiche, programmi, procedure e obiettivi di miglioramento dell’ambiente, e che pubblichino una dichiarazione ambientale, documento che comunica al pubblico le procedure utilizzate e le politiche di tutela dell’ambiente dell’azienda. Ai fini della registrazione nell’apposito elenco istituito presso la Commissione Europea, il Regolamento EMAS prevede che la dichiarazione ambientale venga convalidata da un verificatore accreditato da un Organismo nazionale competente; in Italia tale organismo è il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit che si avvale del supporto tecnico dell’ISPRA e delle Agenzie Regionali per l’Ambiente.

Si veda

http://www.barricalla.com/certificazione-emas/

http://www.barricalla.com/documenti/certificazioni/

F



Fango da depurazione: massa semiliquida contenuta nelle acque reflue urbane ed extraurbane che viene rimossa negli impianti di depurazione durante i vari trattamenti depurativi necessari a rendere le acque chiarificate compatibili con la loro reimmissione in natura.

G



Geotessuto: materiale sintetico industriale usato come strato drenante per migliorare le caratteristiche geotecniche dei terreni.

Gestione dei rifiuti: insieme delle operazioni volte a gestire l’intero processo dei rifiuti – raccolta, stoccaggio, trasporto, trattamento, riutilizzo, controllo – , con lo scopo di ridurre i loro effetti sulla salute e sull’ambiente.

H



HDPE: high-density polyethylene, Polietilene ad Alta Densità, è un tipo di materiale plastico ricavato dal petrolio utilizzato in particolare per l’impermeabilizzazione degli impianti di discarica.

I



Impatto ambientale: potenziali variazioni ed effetti negativi o positivi, reversibili o irreversibili, che un intervento umano legato ad attività di produzione o di consumo può determinare sull’ambiente nel quale si inserisce.

M



Monitoraggio ambientale: rilevazione e misurazione in un determinato tempo di parametri tecnici che caratterizzano l’ambiente.

Si veda http://www.barricalla.com/documenti/monitoraggi-ambientali/

Morchia: scarto di lavorazione di oli vegetali e minerali, deposito nei serbatoi usati per petrolio e derivati, o, in generale, sedimento grasso e scuro.

P



Pannello fotovoltaico: converte l’energia solare direttamente in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.

Percolato: acque derivanti dalle precipitazioni meteoriche ricadenti sul corpo dei rifiuti in coltivazione e dall’umidità intrinseca del rifiuto medesimo. Contenendo inquinanti organici e inorganici, deve essere trattato per evitare di compromettere la qualità dell’acqua di falda.

Per l’impianto di Barricalla si veda
http://www.barricalla.com/wp-content/uploads/2015/03/dichiarazione_ambientale_dati_anno_2012.pdf pag. 28 “Drenaggio del percolato”; pagg. 54-55 “Quantità di percolato smaltita; pag. 65 “Abbattimento odori percolato”; pag. 70 “Riduzione della produzione di percolato mediante coperture selettive”.

Pozzo piezometrico (o vasca di oscillazione): pozzo per il monitoraggio delle acque sotterranee, generalmente usato per il controllo del livello di falda (livello piezometrico).

R



Rifiuti: secondo il Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, sono “sostanze od oggetti di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”; vengono inoltre classificati secondo l’origine – urbani o speciali -, e secondo le caratteristiche di pericolosità – pericolosi e non pericolosi -.

Rifiuti Solidi Urbani (RSU): classe di rifiuti eterogenea domestici prodotti quotidianamente. In base al Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997 sono:

a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;

b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198, comma 2, lettera g);

c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;

d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;

e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;

f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).

Rifiuti Speciali Assimilati (RSA): rifiuti che provengono da attività artigianali, industriali e commerciali, che non rientrano nella categoria dei rifiuti pericolosi e sono assimilati agli urbani, come specificato dal Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997. Sono:

a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;

b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché’ i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 186;

c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 185, comma 1, lettera i);

d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;

e) i rifiuti da attività commerciali;

f) i rifiuti da attività di servizio;

g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;

h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;

i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;

l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;

m) il combustibile derivato da rifiuti;

n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

Rifiuti Urbani Pericolosi (RUP): rifiuti che contengono sostanze inquinanti o tossiche da non disperdere nell’ambiente perché pericolosi per l’ecosistema.

S



Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti): nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale.

Per saperne di più http://www.sistri.it/

Smaltimento rifiuti: secondo il Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997 costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti e deve essere effettuato in condizioni di sicurezza. Lo smaltimento dei rifiuti è attuato con il ricorso ad una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento che tenga conto delle tecnologie più perfezionate a disposizione e che non comportino costi eccessivi. Inoltre i rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero. Lo smaltimento può consistere in: deposito sul o nel suolo; trattamento in ambiente terrestre (ad esempio, biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli); iniezioni in profondità; lagunaggio; messa in discarica allestita; scarico dei rifiuti solidi nell’ambiente idrico, eccetto l’immersione; immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marino; incenerimento a terra o a mare; deposito permanente (ad esempio, in una miniera); altri trattamenti biologici; altri trattamenti fisico-chimici (ad esempio, evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.); raggruppamento, deposito o ricondizionamento preliminare prima di una delle suddette operazioni.

Studio di Impatto Ambientale (SIA): documento contenente gli elementi necessari alla valutazione di impatto ambientale (VIA che viene allegato al progetto presentato per l’autorizzazione.

V



Valutazione ambientale strategica (VAS): procedura per valutare gli effetti ambientali prodotti da piani o programmi fin dalle prime fasi del processo decisionale. Integrando l’interesse ambientale a quello di natura socio-economica, si possono, in via precauzionale, determinare le conseguenze sul piano ambientale delle azioni proposte, oltre che promuovere la partecipazione e la consapevolezza sociale in materia di ambiente durante i processi di piano/programma.

Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/eia/sea-support.htm

Il portale italiano VAS e VIA http://www.va.minambiente.it/it-IT

Valutazione di impatto ambientale (VIA): procedura per valutare l’impatto prodotto da un progetto sull’ambiente, al fine di garantire protezione ambientale e prevenire eventuali danni. Tale procedura prevede l’esame, da parte dell’Autorità competente, di uno studio di impatto ambientale (SIA) predisposto da chi propone l’opera in progetto. La VIA ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta (environmental impact assestement), e si è in seguito diffusa in altri paesi. In ambito comunitario la materia è stata regolamentata con la direttiva 85/337/CEE (modificata dalla Direttiva 97/11/CE).

Per saperne di più http://ec.europa.eu/environment/eia/eia-legalcontext.htm

Il portale italiano VAS e VIA http://www.va.minambiente.it/it-IT

W



Wet and dry: attrezzatura capace di raccogliere le deposizioni secche quando non piove (dry), per poi, quando piove (wet), posizionarsi in condizione non operativa.